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La Vita Terrena

La Vita Terrena

La vita terrena è una parentesi della nostra esistenza eterna; quella situazione in cui la nostra componente spirituale, sperimenta l'esistenza materiale con tutti i suoi limiti.

 

I limiti materiali della vita terrena, rendono possibili sfide e situazioni altrimenti impossibili, che fanno parte di un cammino di crescita che proseguirà anche dopo questa vita mortale, ma secondo altre modalità.

 

Misurare le proprie capacità interiori, misurandosi con un ambiente materiale e avvalendosi di risorse finite e limitate, è l'unico modo attraverso il quale ci si possa effettivamente confrontare e migliorarsi.

 

Servono limiti concreti e materiali, per mettere alla prova capacità, attitudini, consapevolezza e tempra spirituale.

 

Ogni esperienza terrena, essendo limitata dalla fisicità e dalla concretezza, da l'illusione del provvisorio, dell'instabile e ci fa sperimentare l'esperienza del pericolo e della conclusione dell'esistenza terrena, dandoci la possibilità di viverli come fossero reali ed assoluti, rendendo possibile una esperienza esistenziale che sarebbe impossibile vivere, quando non si è legati ad un corpo, dal momento che da disincarnati si ricordano tutte le vite e si sa di essere eterni.

 

Tutte queste leggi fisiche e biologiche, che danno luogo a certe situazioni, sono reali solo qui in questa dimensione materiale e non nell'Eterno, quindi solo qui, possiamo fare questa esperienza ed attingere tutto l'arricchimento interiore che ne consegue.

 

Qui si viene a fare una esperienza unica dove si sperimentano situazioni e si addestrano capacità altrimentri inallenabili da una realtà eterna, dove non si ha un corpo biologico e dove non si è in un ambiente che sia legato a certi limiti che ci costringono ad impegnare le nostre risorse personali e anche purtroppo a soffrire, come non sarebbe mai possibile, se avessimo coscienza della nostra natura eterna.

 

In questa esistenza terrena, quello che conta é fare una esperienza di vita e comprenderne il significato.

 

In questa ottica, noi riteniamo che a livello individuale di vita quotidiana il concetto di "errore"o di "sbaglio", come comunemente concepito, sia un falso oggettivo, nel senso che non crediamo si possa mai realmente "sbagliare", nel senso comunemente inteso. In realtà ogni volta che agiamo, ognuno fa il "meglio che può" nel tentativo di completare la propria "esperienza"; è la dozzinale cultura comune che classifica indebitamente un atto come errato in senso assoluto, giudicandone ingiustamente l'autore, valutando il gesto o l'azione solo ed unicamente dal risultato materiale che genera, ma in realtà, l'individuo ha semplicemente fatto "il meglio che gli era possibile" nel tentativo di realizzare se stesso, il che non può esser visto come uno sbaglio, come non si può ritenere che un ipotetico artista od un uomo di scienza sia realmente in errore, nei tentativi in cui cerca di sperimentare le sue teorie o esprimere il suo talento.

 

E' la mancanza della cognizione del quadro d'insieme, a dar luogo al sopracitato fraintendimento.

 

Noi riteniamo che essendo l'Universo in continua espansione, lo possa essere anche la Coscienza, sia a livello individuale che non, ragione per cui, espandendosi la Coscienza Universale, è ragionevole ipotizzare che aumenti anche la quantità di Anime.

 

Per questa ragione, molte Anime sono di origine recente e devono sperimentare tutto, allo stesso tempo, molte anime già antiche, non tornano a cimentarsi in questa esistenza terrena.

E' per questo motivo che il più delle persone, è schiava delle esperienze della vita, come la ricchezza, il sesso ed altre attività terrene; è una problematica che ha luogo anche a livello cognitivo, fino a quando l'individuo non ha assimilato l'esperienza nella sua totalità, ne sarà dipendente, proprio perchè avverte istintivamente il bisogno di doverla fare sua.

 

Il bambino che sperimenta la cioccolata, ne è ingordo e fatica nel frenare il suo appetito, questo avviene perchè quella esperienza, per quanto banale, non è ancora stata assimilata e per questo motivo, la priorità si esprime nella sua ripetizione.

 

Desiderare troppo qualcosa, è indice di "povertà" in quell'ambito e non necessariamente si intende una povertà materiale, ma più spesso interiore, dove il soggetto non riesce a fare sufficientemente sua quella esperienza, da essere indipendente dal desiderio di ripeterla a prescindere dalla sua piena volontà.

 

E' un problema essenzialmente cognitivo, conseguentemente intellettuale e spirituale; l'individuo ripete una esperienza più volte, ma non riesce a prenderne coscienza sufficientemente, per questo motivo, spesso senza rendersene conto, sente il bisogno disperato di ripetere l'esperienza continuamente, diventandone oggettivamente succube; questo può succcedere con ogni esperienza materiale, come il potere, il danaro, il sesso e i vizi.

 

Si può asserire quindi con altrettanta sicurezza, che il concetto di "astinenza" dalle attività materiali, professato da diverse dottrine spirituali, sia in realtà un assoluto malinteso, in quanto in realtà, considerata questa visione, non conta tanto la sterile astinenza come traguardo in se, ma l'essere in grado, interiormente, di far talmente proprie certe esperienze, dal non doverne essere più succubi, ed essere quindi in grado realmente di scegliere se dare seguito o meno ad una pulsione.

 

Si può concludere asserendo che dapprincipio la ripetizione delle esperienze è quindi una meccanica essenziale per potere assimilare nozioni, abilità ed esperienze fondamentali per la crescita, al tempo stesso, non è sufficiente ripetere una esperienza infinite volte, ma è essenziale, quella capacita cognitiva, intellettuale e spirituale, che renda possibile l'assimilazione delle esperienze con efficacia, in paragone al numero delle volte in cui sono state ripetute.

 

 

"La strada degli eccessi conduce al palazzo della saggezza"

 

William Blake

 

 

La Vita Terrena - Priorato Di Sion