Home » Rituali

Rituali

Rituali

Il rituale è una procedura che può avere una funzione diversa a seconda dell'obbiettivo, della circostanza e della tipologia del rito.

 

I connotati di volta in volta, assunti dal rituale, possono essere molto diversi; certe volte la funzione può essere quasi esclusivamente cerimoniale, altrimenti, nelle sue funzioni più trascendenti e mistiche, può essere strutturato in chiave allegorica, dando luogo a delle rappresentazioni simboliche o può altrimenti essere strutturato più semplicemente, servendosi maggiormente di un uso più diretto dei simboli e di una operatività meno complessa.

 

In quest'ultimo caso citato, il rituale assolve essenzialmente la funzione di stabilire un collegamento con entità spirituali di qualsiasi natura o con il G.A.D.U. o "Uno", o "Coscienza Universale", a seconda della definizione desiderata, ma può anche essere utilizzato per ottenere un contatto più diretto con la nostra stessa componente spirituale, che può essere invocata esattamente come qualsiasi altra entità ultraterrena.

 

I rituali possono essere collettivi o individuali, generalmente, nel percorso iniziatico, i rituali dovrebbero essere dapprima individuali, per i Novizi, in modo da dar loro il tempo per affinare delle capacità e delle doti di base; in un secondo momento, dopo un percorso iniziale di lavoro individuale, si viene introdotti ai rituali collettivi, allo scopo di formare l'Iniziato con esperienze più intense e significative; dopo un certo periodo di tempo e con il conseguimento di diversi gradi, non sarà più strettamente necessaria, la partecipazione ai rituali collettivi a cadenze scrupolosamente regolari, fatta eccezione per i detentori di Grado pari o superiori al 4°, che sono legati a maggiori responsabilità verso l'Ordine; fatta eccezione quindi, per i Membri appartenenti al 4° Grado o superiore, per poter continuare il cammino di crescita interiore, dopo il conseguimento del 3° Grado, se per motivi personali o inerenti alla volontà dell'Ordine, di non avallare l'accesso al 4° Grado, si potrà essere meno legati alla frequenza obbligatoria nei rituali collettivi, in quanto si avrà già ottenuto un certo bagaglio esperienziale, di capacità e di consapevolezza, ottenuti i quali, l'esperienza potrà essere portata avanti anche in maniera più indipendente, attraverso pratiche individuali; raggiunto questo traguardo, il rituale collettivo resta comunque un'occasione di crescita e una possibilità di ampliare ulteriormente la propria esperienza personale.

 

Prima di cominciare ad apprendere e mettere in pratica qualsiasi genere di rituale, è bene comprendere l'elemento operativo di base, ovvero che il rituale viene allestito nel "mondo materiale", ma dove ha realmente luogo è in una dimensione che non è visibile, e che noi raggiungiamo attraverso la nostra componente spirituale, che ci fa da "ponte"; quindi, quando per esempio osserviamo un simbolo tracciato sul pavimento, quel simbolo non agisce realmente nel posto dove si trova; quel simbolo agisce al nostro interno, nella nostra interiorità, sulla nostra componente spirituale e da lì, il suo effetto si estende a quella dimensione "non visibile" dove stanno tutte le entità spirituali, compresa la nostra; lo spazio e il tempo intese come coordinate relative all'universo materiale non sono applicabili alla dimensione sopracitata; per questi motivi, quando una entità si manifesta visibilmente, in realtà questo non avviene all'interno di quel luogo, dove ci troviamo col nostro corpo, ma in un altra dimensione, dove le coscienze dello spirito invocato e dell'Iniziato, si incontrano; la visione avviene quindi attraverso un'estasi mistica che è un'alterazione dello stato di coscienza che rende più invasiva l'influenza della nostra componente spirituale sul nostro cervello, aumentandone la ricettività, quindi la capacità di cogliere input esterni, anche da diverse dimensioni, dove vengono percepiti dalla nostra componente spirituale che invia l'immagine al cervello; se questo processo avviene ad occhi aperti, ci sembrerà che l'entità spirituale invocata, sia nella nostra stessa stanza. 

 

Dato l'impatto molto forte, specie agli inizi, di questo tipo di esperienza sulla persona, il programma che si utilizza, per introdurre i Novizi alla sperimentazione pratica, è molto cauto e graduale, in modo da avere la possibilità di poter individuare per tempo anche eventuali risvolti psicologici che potrebbero rivelare l'incompatibilità del soggetto alla suddetta pratica.

 

Attraverso un regolare monitoraggio, che avviene solo nel periodo iniziale, si può eventualmente stabilire con adeguata prontezza, quanto questo tipo di pratica sia oggettivamente compatibile e consigliabile per il praticante agli esordi.

 

 

Rituali - Priorato di Sion